Ogni impianto frigorifero produce calore di scarto insieme al freddo che, nella maggior parte degli stabilimenti, finisce disperso in atmosfera. Si può recuperare questo calore per trasformarlo in acqua calda ottimizzando i costi dell'impianto.
Nei sopralluoghi che facciamo su impianti di refrigerazione industriale (celle frigo, centrali del freddo, impianti di processo nell’alimentare e nella zootecnia) notiamo quasi sempre la stessa cosa: ci sono torri evaporative e condensatori che lavorano per smaltire calore e, a pochi metri di distanza, caldaie o resistenze elettriche che producono acqua calda per lavaggi, pastorizzazione o sanificazione. Sono due impianti che consumano energia, uno accanto all’altro, senza esser interconnessi.
Il freddo si sposta
Un compressore frigorifero sposta il calore dall’ambiente da raffreddare al circuito di condensazione e lì lo disperde in atmosfera tramite torre evaporativa o condensatore ad aria. Quel calore ha un valore energetico enorme, perché è già stato pagato: infatti è la stessa energia elettrica che alimenta il compressore, che tuttavia è rilasciata a fine ciclo invece di essere riutilizzata.
Il calore si può recuperare? Quanto?
Con un desurriscaldatore o un condensatore di recupero dedicato è possibile intercettare parte del calore di scarico prima che arrivi alla torre evaporativa, producendo acqua calda a 45-60°C sufficiente per molti impieghi di processo senza ulteriore energia primaria. Nella maggior parte degli impianti di refrigerazione industriale, la quota di energia recuperabile in questo modo è significativa rispetto al consumo elettrico complessivo del compressore. Parliamo di una parte importante del calore di condensazione, variabile in base al tipo di impianto e al regime di funzionamento.
Dove si usa il calore?
Nella maggior parte degli stabilimenti industriali e agroalimentari esiste già un fabbisogno di acqua calda che oggi è coperto da caldaia o resistenze:
- lavaggio linee e sanificazione CIP
- acqua di preriscaldo per caldaie o scambiatori a valle
- acqua di processo in impianti lattiero-caseari, macellazione, conserviero
- riscaldamento ambienti tecnici o uffici in bassa stagione
Ogni kWh recuperato dal compressore è un kWh che la caldaia non deve produrre.
Con la transizione dai gas ad alto GWP (R404A e simili) verso refrigeranti a basso impatto, molti impianti frigoriferi stanno comunque affrontando un intervento, retrofit o sostituzione. Quello è il momento più efficiente per integrare anche il recupero termico, perché il costo incrementale per aggiungere un desurriscaldatore o un circuito di recupero durante un intervento già programmato è molto più contenuto rispetto a un’installazione separata in un secondo momento.
Come lo valutiamo in SIC
Non proponiamo il recupero di calore come componente isolato ma come parte del sistema: circuito frigorifero, elettromeccanica, automazione e distribuzione dell’acqua calda recuperata devono essere progettati insieme altrimenti il recupero teorico non si traduce in risparmio reale. Partiamo sempre dall’analisi dei carichi frigoriferi e dei fabbisogni termici dello stabilimento, per capire se e quanto conviene.
Da 50 anni progettiamo impianti frigoriferi, termoidraulici ed elettromeccanici integrati per l’industria alimentare, zootecnica e di processo: il recupero di calore è spesso il modo più semplice per ridurre i consumi energetici senza toccare la produzione.
📞 Hai un impianto frigorifero e vuoi capire se e quanto calore stai disperdendo? Parliamone: una prima valutazione dei carichi non costa niente.